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November 20, 2025

Agrivoltaico: coltivare terra producendo energia

Produrre energia rinnovabile e coltivare la terra nello stesso momento, sullo stesso terreno. È questa la sfida dell’agrivoltaico, un sistema che integra pannelli fotovoltaici e attività agricola, senza sottrarre suolo produttivo alle colture. A differenza degli impianti fotovoltaici tradizionali, l’agrivoltaico prevede strutture rialzate o soluzioni tecnologiche che consentono il passaggio dei mezzi agricoli, la crescita delle piante sottostanti e anche il pascolo degli animali. L’obiettivo è duplice: generare energia pulita su terreni già coltivati, in una logica di uso efficiente delle risorse.

L’implementazione di questa tecnologia è sostenuta da politiche pubbliche e si inserisce in una strategia più ampia che punta a integrare transizione energetica, tutela del suolo agricolo e rafforzamento della resilienza delle aziende, chiamate ad affrontare eventi climatici estremi sempre più frequenti e costi energetici variabili.

Infatti, se correttamente progettati, i sistemi agrivoltaici contribuiscono a migliorare la gestione microclimatica delle colture. L’ombreggiamento parziale e modulato riduce lo stress termico nei momenti più caldi e può favorire una maggiore efficienza nell’uso dell’acqua.

Vi sono anche benefici di natura energetica ed economica. L’energia prodotta può essere utilizzata direttamente in azienda per alimentare impianti di irrigazione, celle frigo o linee di lavorazione, con una riduzione dei costi e dell’impronta di carbonio.

L’agrivoltaico non è una soluzione unica né adatta a ogni contesto. È, piuttosto, uno strumento in più a disposizione delle imprese che scelgono di innovare, integrando la produzione energetica con quella ortofrutticola e mantenendo centrali la qualità delle produzioni e la tutela del territorio.

In un contesto in cui, il cambiamento climatico è tra le principali preoccupazioni ambientali dei cittadini, investire in soluzioni integrate come l’agrivoltaico può contribuire a qualificare e valorizzare l’ortofrutta italiana, rendendo riconoscibili quegli investimenti che rafforzano la sostenibilità ambientale, economica e sociale della filiera.


Fonti:

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